“L’ignoranza democratica”, di Luca Galante

La democrazia è un gioco del quale, evidentemente, gli italiani non conoscono le regole. Le regole democratiche si apprendono, anzi si conquistano, con il sangue e con il dolore passando attraverso guerre e ribellioni e non con il Grande Fratello e le partite di Champions. Dico questo con rammarico perché non si può non notare l’atteggiamento ignorante se non incosciente delle forze politiche elette in Parlamento che, ricordiamolo sono espressione fedele degli elettori, tra veti, balletti e dispettucci stanno accompagnando il futuro di questo paese alla tomba.

Un fu segretario del PD che dichiara, dimettendosi, che il suo partito andrà all’opposizione senza neanche sapere opposizione a cosa.

Un capo politico che si rifiuta di formare un governo di coalizione se non è lui il Presidente del Consiglio e in più propone un menù da accettare (programma) su cui governare, come se si potessero scegliere gli argomenti come si scelgono le portate al ristorante. Se vuoi qualcosa di diverso puoi sempre cambiare ristorante. E in caso di imprevisti? Boh. O una consultazione sul blog o nuove elezioni.

Un fu Presidente del Consiglio che, infastidito forse dal dover cedere il passo ad una generazione di politici più giovane, usa toni per lui inusitati contro gli avversari politici.

In tutto ciò il Presidente della Repubblica, gentiluomo di altri tempi, assiste inerme.

Ma ciò che sconvolge è l’aria di borbonica rassegnazione che si respira nelle strade. Tutti unanimemente consapevoli che la classe politica si è sempre comportata così e sempre lo farà. Tutti con uno sguardo di spenta noncuranza nei confronti di ciò che si ritiene inevitabile: la morte, le tasse e la classe politica. Incapaci, gli elettori, di produrre democraticamente un cambiamento che possa portare tra venti o trenta anni un miglioramento significativo delle condizioni di vita degli italiani.

Ma è proprio lì il problema. Nell’avverbio. In quella parolina “democraticamente”. Un sistema democratico può rappresentare validamente le istanze di un popolo e formare una classe politica che in caso di incapacità può essere messa alla porta, ma poiché non sappiamo far funzionare un sistema democratico ci troviamo con questa classe dirigente e in queste condizioni.

Il prossimo passo? Qualcuno che con fare paterno ci tolga questo giocattolino chiamato democrazia e decida di comandare da solo. Forse non ce ne accorgeremmo, forse non ci interesserebbe, forse è già accaduto.  Luca Galante

Autore dell'articolo: Staff Ennaweb.com